martedì 26 agosto 2014
Fraintendere 6
Mia madre aveva la terza elementare e Fantozzi non lo sopportava. E non sapeva neanche che esistesse un film chiamato La corazzata Potemkin, pur appartenendo al popolo (che quando lei era giovane esisteva ancora).
Mia madre quand'era giovane ed era finita la guerra andava spessissimo al cinema che era lo spettacolo di tutti, costava poco e non le importava chi fosse il regista e cosa mai significasse la storia che aveva visto muoversi sullo schermo.
Io mi rendo conto che chi riempie le pagine culturali dei giornali anche online deve guadagnarsi lo stipendio.
Io mi rendo conto che per mostrare autorevolezza e profondità occorre che bisogna mostrare di avere delle idee nuove e responsabili, ma mi sembra che sbarcare il lunario in maniera così cool venga troppo spesso associato ad una mancanza assoluta di rispetto per chi leggerà queste meravigliose rivelazioni.
Pertanto devo dire che sono veramente stufo di vedere citata e osannata quella scena in cui Fantozzi dichiara che la corazzata Potemkin è una cagata pazzesca e tutti applaudono. Basta, veramente...
Forse era meglio quando quelli del popolo o della piccola borghesia (come mia madre, come me) non avevano accesso alla (ma quale) cultura?
Mah...
mercoledì 6 agosto 2014
Fraintendere 6 Intermezzo
Si va a un museo per vedere arte come si
va a un giardino zoologico per vedere
animali e non è obbligatorio sentire ruggiti
di leoni quando si è davanti a un quadro del
Doganiere Rousseau con quei feroci felini.
Alvaro Gonzalez-Palacio
martedì 29 luglio 2014
Fraintendere 5
Fraintendere non è una pratica, non è una cosa che fai volontariamente. E tantomeno è zen (che oltretutto non è più di moda).
Fraintendere accade fra te e te, nella tua testa. Mentre consulti l'archivio mentale.
Così mentre guardi i pupazzetti di pietra che rappresentano gli Evangelisti ben scolpiti sul portale di una chiesa romanica o gotica, e li vedi con il libro, la foglia ecc. fraintendi. Poi passa la guida pagata che spiega ai pensionati tutto quello che c'è da sapere su quel portale e ti rendi conto che hai frainteso.
Questo bel momento va sfruttato per il futuro, per aprirti al fraintendimento come dolce costante, come libertà dell'ignoranza. Come “non sapere” per sapere in un altro modo da quello che ti eri prefissato nel corso della tua vita.
martedì 15 luglio 2014
Fraintendere 4
Sono tanti quelli che impiegano il tempo libero per inseguire questa chimera occidentale che è il significato.
Qualcuno si chiede a volte qual'è il significato di una mela, ma è già sulla buona strada del Fraintendimento.
Qualcun altro, durante l'estenuante visita ad un museo, telefona al figlio (che ha studiato) per chiedergli se ha mangiato, cosa ha mangiato e se è vero che ha mangiato e qui, si, qui il tempo è bello ora sono nel museo tal dei tali, non ci capisco molto però è bello (arte antica e classica) ovvero non ci capisco molto ma mi sembrano i lavori che fa tuo padre in garage (arte contemporanea)...
Della Musica parliamo più avanti...
martedì 24 giugno 2014
Fraintendere 3
Passano gli anni e, nel migliore dei casi, l'inadeguatezza (che, ripeto, è solo percepita dal soggetto) rimane stabile. Può non aumentare ma di sicuro non diminuisce.
Questione di imprinting, direbbe Mina…
mercoledì 18 giugno 2014
Fraintendere 2
Quelli che decidono di continuare a consumare opere d'arte (e qui si specifica che sono quelle comuni e cioè quadri, monumenti e sculture, opere di teatro anche musicale, musiche e romanzi, a volte poesie) hanno più rispetto per questi oggetti estetici che per se stessi. Di conseguenza cercano di saperne di più: vanno innanzitutto alle conferenze per dilettanti (in senso buono) e da lì ricavano bibliografie essenziali per ridurre questo straziante divario fra se stessi e l'opera. Si iscrivono sovente alle cosiddette università aperte, vanno in gita a visitare sovrumani musei, cercano a tutti i costi di sentirsi adeguati.
(continua)
Fraintendere 2
Quelli che decidono di continuare a consumare opere d'arte (e qui si specifica che sono quelle comuni e cioè quadri, monumenti e sculture, opere di teatro anche musicale, musiche e romanzi, a volte poesie) hanno più rispetto per questi oggetti estetici che per se stessi. Di conseguenza cercano di saperne di più: vanno innanzitutto alle conferenze per dilettanti (in senso buono) e da lì ricavano bibliografie essenziali per ridurre questo straziante divario fra se stessi e l'opera. Si iscrivono sovente alle cosiddette università aperte, vanno in gita a visitare sovrumani musei, cercano a tutti i costi di sentirsi adeguati.
(continua)
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