lunedì 20 aprile 2009

Frammenti 1: Menager

Commento: questa è la parte iniziale di una storia che ho scritto forse nel 2000. Considera questo frammento un'opera aperta. Se vuoi proseguire la storia contattami.

In una fase particolarmente tranquilla della sua esistenza, e cioè quando ogni problema di natura economica era stato risolto, capitarono a X degli eventi singolari che sono descritti in questa breve cronaca.
X, terminati gli studi con esiti brillanti, era stato subito assunto da una grande azienda del suo paese con incarichi dirigenziali. Di conseguenza aveva acceso un mutuo in banca, garantito dal suo stipendio di notevole peso. Aveva comprato una casetta, l’aveva arredata e quindi, alla giovane età di trentacinque anni, aveva pagato fino all’ultima lira i suoi debiti.
Aveva conquistato una posizione sociale di tutto rispetto ed essendo fidanzato sin dalle scuole medie con Y, il passo successivo ed ovvio sembrava il matrimonio.
Ma la convivenza lo spaventava.
“Quando si vive e si dorme insieme, giorno dopo giorno l’amore si trasforma in qualcos’altro… - pensava spesso X- e quel qualcos’altro a me non interessa proprio! Ho ancora voglia di divertirmi ed il mondo è pieno di donne…”.
Questo ingenuo pensiero gli consentiva di immaginare, come tutti gli uomini fanno, di essere aperto ad infinite possibilità di incontro e, quindi, di accoppiamento con una miriade di ragazze pronte a soddisfare ogni sua voglia, in qualsiasi momento. Così, pascendosi di questa beata teoria, evitava di fissare una data per le nozze, portava la fidanzata Y al cinema o al ristorante, lavorava e dormiva sonni tranquilli.
Accadde però che in una notte del tutto uguale alle altre X sognò e quel sogno gli procurò un certo turbamento.
Il giorno seguente ripensò a quel sogno e si rese conto che, pur essendo un maschio, nella sua psiche di manager si agitava un desiderio che gli studiosi hanno definito peculiare dell’inconscio femminile: il desiderio di essere posseduto da uno sconosciuto (nel suo caso da una sconosciuta). Nel sogno questa femmina mai vista non solo compariva all’improvviso in casa sua, spaventandolo, ma addirittura lo sbatteva sul divano del salotto, gli sfilava i pantaloni e se lo scopava con veemenza senza che lui avesse proferito una sola parola.
Concluso l’amplesso forzato, la bella usciva di scena silenziosamente come vi era entrata e prima che X avesse raggiunto l’orgasmo.
“E’ il sogno di tutti i maschi! – pensò per tranquillizzarsi- Magari mi capitasse davvero!”.
Ma quel sogno divenne un incubo che si ripeteva puntuale tutte le sere della settimana. Sempre uguale, senza alcuna variazione, come un disco inceppato.
A volte si svegliava col membro indolenzito per la prolungata erezione notturna. Ma quando si riaddormentava il sogno continuava dal punto in cui era stato interrotto. E sempre la bella se ne andava prima che X avesse bagnato il letto col suo seme.
Andò da un medico amico suo che gli disse di non preoccuparsi, era solo stanchezza. Andò da uno specialista che gli disse la stessa cosa, e rimpianse l’onorario pagato.
Sei mesi dopo il sogno cessò.
Il turbamento no .

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