martedì 20 ottobre 2009

Ancient to the Future

Questo dolce è diffusissimo nel napoletano, benché sia nato in Polonia.
È il felice coronamento di un pasto domenicale e molti ne abusano perché leggerissimo.
Si tratta di una pasta lievitata molto difficile da realizzare perfettamente e può essere usato come indicatore di bravura del pasticciere.
Il babà si serve inzuppato a piacere con una miscela di acqua e rum di fantasia (ovvero il rum per i dolci, non quello da degustazione con cioccolato fondente).
Il babà ha la caratteristica forma di babà che è esemplificata dalla seguente immagine:




Il babà monodose, come si evince dallo schema, si compone sostanzialmente di due parti.
Solo gli sprovveduti possono sostenere che esse siano equivalenti sul piano della bontà, per quanto il babà derivi nella sua interezza da un’unica pasta versata nello stampino.
La parte più ambita e che l’intenditore tiene per ultima è quella sferica detta confidenzialmente “capocchia”.
Quando, dopo aver svuotato l’intero vassoio di paste, due veri amici si trovano infine al cospetto dell’ultima pasta da dividere e questa è il babà, non solo nessuno dei due si sognerà di dividerlo longitudinalmente, ma quello dei due che brandisce il coltello formulerà all’amico la domanda (retorica): “Vuoi il turzo o la capocchia?”.
E l’amico soppeserà il bene che vuole al suo sodale e spesso, pur desiderando come è ovvio la capocchia, amorevolmente terrà per se il turzo.
Tutte le allusioni alle omonime parti che costituiscono il pene maschile sono escluse da questa breve trattazione per motivi di buon gusto.

3 commenti:

  1. ne devo dedurre che il mio basso gradimento per la succitata pasterella è dovuto all'egoismo dei miei sodali che me ne hanno riservato sempre il maledettissimo turzo?
    Giulia

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